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 Ho iniziato a girare documentari alla fine degli anni '80, fui spinto a farlo da un allora capostruttura della RAI Vittorio De Luca, al quale debbo riconoscenza per avermi dato quest'opportunità. Mi chiese di fare una proposta al programma Geo (allora si chiamava solo così) ed io aperta una cartina geografica dell'Italia puntai il dito sul Lago Maggiore che per la verità conoscevo assai poco.

"I tesori del Lago"

Così proposi "I tesori del Lago", una escursione su uno dei posti più celebrati dal turismo d'elite sopratutto tra la fine dell'800 e la metà del secolo seguente.

Allora girare un documentario era decisamente un'impresa seria, sopralluoghi per individuare le aeree da filmare, contattare le persone e le guide da coinvolgere, studiar testi, libri e ricercare informazioni sulle peculiarità da mettere in evidenza (ricordo che Internet allora non esisteva e non c'erano neanche programmi come Sereno Variabile o Linea Blu a fare da guida)

Mi riprometto di pubblicare su questa pagina qualche frammento di quel documentario e di altri che ancora conservo, anche se a più di 20 anni di distanza mi sembrano molto datati, del resto è naturale ch sia così, il linguaggio televisivo è molto cambiato da allora.In quella circostanza, oltre alle cose visibili a tutti, come l'Isola Bella, i giardini botanici e le balconate fiorite, decisi di effettuare un'escursione in Val Grande, una Valle che sta sul versante Piemontese del Lago Maggiore. Raggiungemmo la sommità della Val Grande in elicottero e affrontammo la discesa con tutta l'attrezzatura. Non avevo idea che a scendere si facesse tanta fatica. Una giornata intera in una wilderness straordinaria che meritava di essere visitata, e suppongo lo meriti ancora oggi.Il Documentario Scelto poi da Rai Trade fu pubblicato in videocassetta e distribuito anche in edicola, ammetto con mia grande soddisfazione.

"La montagna di fuoco"

Il secondo documentario lo feci sull'Etna, "La montagna di fuoco" e anche quella fu un'esperienza straordinaria.Ricordo che durante i sopralluoghi mi chiedevo cosa avrei potuto dire di questo enorme furuncolo che dominava la Sicilia orientale; Ero accompagnato nella visita da una guida del Corpo Forestale dello Stato.

Mi mostrava le bellezze dei sentieri, le colate storiche, ma tutto mi lasciava perplesso. Poi l'ultimo giorno, con la sua pandina 4x4 mi portò sui crateri sommitali, facendomi orire di paura (provate voi per credere). Inerpicandosi a 3200 mt. mi raccontò che lui la domenica non andava mai a messa, con grande disappunto di sua moglie, ma che ogni volta che si avvicinava ai crateri sommitali dell'Etna, si scopriva a pregare.

Fu questa sua frase a darmi la chiave di lettura del documentario, il rapporto di trascendenza che gli Etnei hanno con "a muntagna" come la chiamano, che da la vita e che ha il diritto di toglierla.Così ho cercato di raccontare storie che spero abbiano colpito ed emozionato coloro che hanno visto il documentario.

"Sila, le Alpi del sud"

Successivamente ho girato "Sila, le Alpi del sud", da Camigliatello a Crotone, seguendo il corso del fiume Neto che sulla Sila Piccola nasce e nello Ionio muore.

"La Tenuta di san Rossore"

In "La Tenuta di san Rossore" ho documentato questa porzione di territorio tra le foci del Serchio e dell'Arno (a Pisa) quando era ancora una proprietà della Presidenza della Repubblica. Daini e cervi come se piovessero, e un avifauna estremamente ricca. Fu Riccardo Gambogi la mia guida nella realizzazione del docuentario, era una guardia del parco, persona estremamente simpatica e preparata. Quello che nel doc non c'è è la trattoria della tenuta in cui andavamo a mangiare che rappresentò uno dei grandi piaceri di quella settimana passata nel territorio Pisano.

"La Foresta dei tre confini"

"La Foresta dei Tre confini" è un documentario che ho girato nel tarvisiano, tra le Alpi Giulie e le Carniche, la terra dei tre confini perché c'è un punto di confine che separa Italia, Austria e Slovenia. Un lavoro che ha impegnato me e la troupe per diversi mesi e durante il quale l'operatore e amico Fulvio Martinelli ha rischiato la vita, scivolando su un costone ghiaggiato con tutta la telecamera appigliandosi all'ultimo albero prima del burrone. Ed io appresso a lui nl tentativo di fermarlo. Una guardia del corpo Forestale che ci accompagnava (somigliava più ad una armadio a due ante che ad un uomo" ci prese di peso, uno per volta e ci riportò su sentiero, al sicuro, io incolume e Fulvio con una spalla fuoriuscita dal suo fisiologico snodo..

"Le falesie di Capocaccia"

"Le falesie di Capocaccia" , come si può intuire da titolo, è stato girato nel golfo che partendo da Capocaccia in Sardegna, arriva ad Alhero, la capitale italiana del "moro di Sardegna" forse il corallp più pregiato al mondo, e cche costa decisamente più dell'oro. Pescato a mano ad oltre 100 metri di profondita da subaquei autorizzati (sono una cinquantina in tutto le licenze), questi temerari cercatori dell'oro marino, hanno a bordo delle loro imbarcazioni una camera iperbarica, perché fare immersioni a quelle profondità richiederebbe ore ed ore di decompressione, decompressione che fanno in camera iperbarica appunto, e non sott'acqua.

"Sulle tracce del Cervo Sardo"

Contemporaneamente alle Falesie di Capocaccia, in Sardegna ho girato "Sulle tracce del Cervo Sardo", partendo da Arbatax e arrivando a Cagliari, cercando di seguire gli spostamenti di questo mammifero tipico all'epoca a rischio di estinzione, oggi protetto e in buona parte recuperato. Gli scenari sono quelli di un territorio aspro ma affascinante.

"L'ultima Oasi"

"L'ultima Oasi", è un documentario che ho girato tra Ragusa e Noto, l'incipit è un'oasi di ferro in mezzo al mediterraneo, una piattaforma petrolifera, sotto la quale feci un'immersione da brivido ma di grande fascino. E poi l'Oasi di Vendicari con i suoi fenicotteri Rosa, il barocco quasi esagerato di Noto ed un Trekking molto avventuroso a Cavagrande, una sorta di Gran Canyon siciliano.

"Terre d'Oriente"

"Terre d'Oriente", un viaggio dall'alta Valle dell'Anapo a l'Isola d'Ortigia, giochi d'acqua e megie del mito nella Sicilia sud orientale. Terre d'oriente è stato premiato dala giuria del XIVmo festiva internazionale del docuentario di Sondrio.

"In mare per la Vita",

"In mare per la Vita", documenta l'impegno di due giovani skipper che durante i periodi di fermo charter mettono la loro barca, uno splendido veliero di 24 mt. a disposizione di ragazzi di Procida cosiddetti "a rischio", li portano in mare ed insegnano loro quanto è bella ed intensa la vita a bordo di una barca. Grazie a questo impegno sociale hanno allontanato molti ragazzi dal pericolo di droghe o di cattive compagnie. Il documentario racconta una di queste crociere, tra Procida, Capri ed Ischia.

"Mediterranean Emotions"

"Mediterranean Emotions" è un documentario senza speaker, solo musica ed immagini, undici minuti di immagini subaquee montate su tre temi musicali.

"Shark Feeding"

"Shark Feeding" ha sempre come argomento il mare (si sarà capito che è una delle mie passioni). Girato nella Polinesia francese, nell'isola di Moorea, documenta un'immersione effettuata fuori dalla barriera corallina, in cui ci si lascia avvicinare da squalo limone e grigi e da una miriade di pesci colorati. Da vero brivido.

 

 

 

 

Alcune cose che ho fatto:
Regia di studio | Collegamenti | Servizi RVM | Documentari | Telepromozioni | Spot New media | Radio | Dialoghista
Ideazione e realizzazione di video industriali, aziendali, pubblicitari e promozionali

       

Le mie passioni:Leggere aiuta a crescere!